IL CALCIO E’ MORTO E L’ASSASSINO SI CHIAMA BUSINESS. TUTTA LA STORIA, MINUTO PER MINUTO.

Come eravamo


“… A cosa servono i palloni, incastrati sotto le marmitte, a ricordare quando fuori si giocava tra le 127” “Che Vita!” Samuele Bersani

Sono nato e cresciuto, un po’ come quasi tutti, dando calci a un pallone, che per ogni bambino è il gioco più immediato, praticabile ed economico (e questo è il motivo per cui in quasi tutto il mondo i bimbi giocano a pallone). Ai miei tempi le scuole calcio erano pochissime e pochissimi erano coloro che le frequentavano; erano anche, a differenza di oggi, gratuite. In compenso noi bambini giocavamo tutti i giorni dalle 3 del pomeriggio alle 8 di sera. Poi, quando prosciugati di energie si tornava a casa per la cena, mangiavamo quello che c’era in tavola senza tante storie.
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Incontri e appuntamenti

Ciao a tutti gli amici. Queste sono i miei prossimi incontri prima della rituale fuga invernale:

7-8-9 settembre, sarò al Festival Dolce India ((C/O Ashram Joytinat) a Corinaldo (AN) con il banco libri di Terra Nuova Edizioni.

Sabato 15 settembre, ore 16.30, Macrolibrarsi Fest (palco centrale), Diegaro di Cesena, presentazione del libro “Zombies – Dizionario del Libero Pensatore, dalla A alla Z, dal paleolitico all’uomo-cyborg, per capire il mondo e uscire dalla Matrix”

Domenica 30 settembre, ore 18, Wellness Food Festival (Sala Delegazioni), Cesena, conferenza “Zombies – Capire il mondo per uscire dalla Matrix”

Domenica 6 ottobre, ore 16,15, BioSalus Festival, Urbino (Sala Incisori), Conferenza “Vivere da Maghi per rinascere allo Spirito Vivente” (assieme al filosofo Loris Falconi)

19-20-21 ottobre, Altrocioccolato, Città di Castello, con il banco libri di Terra Nuova Edizioni.

27-28 ottobre, Naturalia, Livorno (Terminal Crociere) con il banco libri di Terra Nuova Edizioni.

15-16 novembre, Agri&Tour, Arezzo, con il banco libri di Terra Nuova Edizioni.

24-25 novembre, Vegan Days di Pontedera, con il banco libri di Terra Nuova Edizioni.

Dopodiché, come anticipato, fuggirò in sud America per svariati mesi (vi aggiornerò sugli spostamenti). Quindi gli amici che mi vogliono salutare sanno dove trovarmi.😉

Cornelius e la libertà

CORNELIUS

Nell’oramai lontano 1995 andai all’avventura nella piccola isola di St. Maarten. A parte le spiagge bellissime (soprattutto nella parte francese, ancora relativamente incontaminata, mentre quella olandese è stata al contrario pesantemente cementificato e lunaparkizzata) l’isola ha una caratteristica credo unica al mondo, e cioè la pista dell’aeroporto Princess Julianache è praticamente sulla spiaggia (vedi foto). Più che di atterrare sembra di ammarare.

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Sulle ali della libertà

SULLE ALI DELLA LIBERTA’

Qualche mattina fa ero al mare con mia figlia più grande. Abbiamo nuotato al largo per una buona ventina di minuti, poi sul ritorno ci siamo fermati sugli scogli per goderci un po’ di pace e guardare il mare perdersi all’orizzonte. Dopo pochi minuti è arrivato il bagnino che con il suo moscone pattugliava l’area di balneazione della spiaggia libera in cui ci trovavamo e, molto gentilmente, ci ha chiesto di scendere dagli scogli perché vietato da non so quale normativa del 2016.


Il bagnino era gentilissimo e non essendo ovviamente responsabile dell’ennesima legge idiota e liberticida che si inventano per tenerci sempre più schiavi, non c’era ragione per cui dovessi creargli problemi discutendo per poter rimanere lì dove mi trovavo.

Mia figlia era già in acqua quando, proprio mentre stavo prendendo slancio per tuffarmi, ho sentito un grido stridulo provenire alle mie spalle. Mi sono girato e un gabbiano mi ha guardato fisso per qualche attimo che mi è parso un’eternità, prima che un’onda si infrangesse sugli scogli e li coprisse di spruzzi.
Ho atteso pochi secondi e mi sono tuffato, proprio mentre sentivo scendermi nel cuore un senso di gelo, memore della mia condizione di uomo “civile” (nel senso di civilizzato, cioè nel senso di schiavo). Le nostre libertà si restringono sempre più.

Poiché ho una vita bella e libera che però voglio ancora più bella e più libera, e soprattutto poiché non è nel mio carattere lamentarmi né tanto meno piangermi addosso, appena arrivato a riva mi sono ripromesso risolutamente che farò di tutto per volare sempre più sulle ali della libertà.

Siamo alla frutta? Come zombies nel mondo della globalizzazione

Siamo alla frutta? Come zombies nel mondo della globalizzazione

Siamo alla frutta? Come zombie nel mondo della globalizzazione… Un articolo di Andrea Bizzocchi

Globalizzazione, pensiero unico, subcultura

La globalizzazione è prima di tutto globalizzazione degli stili di vita, del pensiero e della cultura (pensiero e cultura? Si fa per dire perché quello contemporaneo è tutto fuorché un “pensiero” e quella nella quale siamo immersi è una “subcultura”)…

La globalizzazione è arrivata dappertutto e le conseguenze sono nefaste, molto più di quanto in prima battuta si potrebbe pensare.

Se in Costarica si tiene una mostra canina…

Quando in una piccola cittadina di pochissime migliaia di abitanti della provincia del Guanacaste in Costa Rica, una regione con una forte tradizione di allevamenti, culla dei cowboys del paese, una regione in cui le tradizioni sono ancora sentitissime e, nel bene e ovviamente anche nel male, orientano in buona parte la vita…, quando, dicevo, in questa cittadina, la domenica pomeriggio si tiene una mostra canina in cui ci sono quadrupedi di ogni tipo con nastrini colorati, vestitini, gonne, pantaloncini, cinture, mutande, code a pon pon e verniciate, fiocchetti, orecchini, collane, occhiali da sole, quando si acconcia il pelo dei poveri animali con trecce e perline e gli si pitturano le unghia…

Quando i padroni gli fanno leccare il gelato dal proprio cono, bere acqua dalla propria bottiglietta,

quando tutti tra il pubblico scattano foto di continuo e le postano in tempo reale (ma non sono reali le vite che conduciamo, anche se questo è un altro discorso),

quando tutti applaudono a comando (siamo come le rane. Le tocchi sulla schiena e quelle saltano),

quando i padroni tengono nella borsetta i propri animali anziché farli camminare…

Quando i poveri cani, dato quanto sopra, non hanno più le espressioni canine che gli appartengono per natura, bensì espressioni terribilmente stupide, uguali a quelle dei loro padroni (ed è una grande perdita perché i cani sono animali, oltreché nobili, straordinariamente intelligenti)…

Siamo alla frutta?

Tutto questo, e altro ancora, significa una cosa ben precisa…  e cioè che siamo una società che vive senza un senso e lontana anni luce dalla realtà.

Significa anche che come società non abbiamo più speranze di alcunché, che siamo alla frutta. La domanda è dunque la seguente: i tentativi di salvare questa civiltà hanno un senso o sarebbe meglio arrivasse una catastrofe interplanetaria e intergalattica che la faccia fuori una volta per tutte e faccia ripartire sul pianeta Terra una Vita che invece un senso ce l’abbia?

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