Perché vivere senza lavorare? | n° 2. Primi passi verso la semplicità volontaria

Piano ma lontano

Se vivessimo “piano” come una lumaca o una tartaruga – piano ma lontano – avremmo bisogno di meno per vivere, vivremmo più intensamente e autenticamente, e alla fine staremmo meglio. Invece noi aumentiamo la produttività, siamo più stressati e di conseguenza soffriamo di più. Continua a leggere

Perché Greta sì e Izabella no?

PERCHÉ GRETA SÌ E IZABELLA NO?

Metti due giovani attiviste politiche che vengono dallo stesso Paese.
Una ha raggiunto fama planetaria, esaltata dai media mainstream di tutto il mondo, invitata a importanti forum e citata dai politici come esempio di impegno civile, mentre l’altra è una perfetta sconosciuta.

Eppure la seconda non è di certo meno impegnata, meno combattiva, meno esempio di impegno civile della prima. La domanda è dunque semplice: perché? Senza girarci attorno diremo che Greta Thunberg porta avanti la lotta ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale, che sono temi cari alle élite dominanti, mentre Izabella Nilsson Jarvandi fa l’esatto opposto, ovvero affronta temi politicamente scorretti. E’ tutta qui la differenza tra le due ragazzine svedesi quasi coetanee ed entrambe politicamente impegnate. Continua a leggere

Shit Syndrome: la nuova sindrome “della vita di merda”

Adolescenti e suicidi: statistische allarmanti |

Secondo l’ultimo studio dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza tra il 2015 e il 2017 sono quasi raddoppiati i tentativi di suicidio da parte degli adolescenti, passando dal 3,3% al 5,9% rispettivamente. Per 6 adolescenti su 100 che si tolgono o provano a  togliersi la vita (un numero già di per sé enorme), ce ne sono altri 50 che stanno male, che sono tristi o depressi o che semplicemente non riescono a dare un senso alla loro vita. Continua a leggere

Vivere senza lavorare | n°1: perché iniziare a vivere fuori dalle logiche del consumo e del denaro

Una truffa per tenerci schiavi

Vivo senza lavorare dal 2004, da quando cioè presi netta coscienza che l’intero meccanismo economico, di cui quello lavorativo è parte fondante, non è altro che una truffa per tenerci schiavi. Non è un modo di dire. È la piena e pura verità.

Da allora ho una vita bellissima (per onestà devo dire che anche prima la mia vita non era male. Ho sempre avuto questo senso del vivere senza programmare troppo che mi faceva sentire vivo), intensa, entusiasmante, piena di sorprese, ma non per questo facile, senza dubbi, paure e momenti difficili.

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Ci sono difficoltà, non tutto è rose e fiori. Anzi. Ma ho una vita vera che in gran parte mi scelgo anziché subire quella imposta dal Sistema. Come cantava Pierangelo Bertoli:

alla fine della strada, potrò dire che i miei giorni li ho vissuti”.

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Nuove direttive scolastiche dell’Unesco per l’educazione sessuale dei nostri figli

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Nuove direttive scolastiche dell’Unesco per l’educazione sessuale dei nostri figli

21 febbraio 2019 / di  Andrea Bizzocchi    

Agenda 2030: strumento di controllo?

Chi sa cos’è l’Agenda 2030?Ufficialmente è il programma politico dell’ONU per il bene delle popolazioni. In realtà l’Agenda 2030 è uno degli strumenti che l’ONU (o meglio chi sta dietro e manovra l’ONU) utilizza per riorganizzare la società in funzione della tecno-dittatura orwelliana prossima ventura, (peraltro già in avanzatissima fase di realizzazione).

Ormai un anno fa (febbraio 2018), all’interno dell’Agenda 2030, l’UNESCO (il cui primo direttore fu Julian Huxley, eugenetista e fratello di Aldous Huxley, autore de Il mondo nuovo), che è l’agenzia “culturale” dell’ONU, ha valutato di somma importanza fornire nuove direttive per l’educazione sessuale  delle nuove generazioni, a partire dall’asilo e per l’intero ciclo delle scuole dell’obbligo in ambito UE.

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