Vivere senza lavorare | n° 5: piccola guida alla felicità

Vivere senza lavorare | n° 5: piccola guida alla felicità

La responsabilità di essere felici

Qualunque essere umano al mondo nasce felice.

La felicità e la gioia di vivere sono la condizione naturale di noi umani (e anche, con modalità differenti ovviamente, degli animali). La stragrande maggioranza di noi, sotto il peso opprimente del mondo sviluppato, modernizzato, burocratizzato, ipertassato, artificiale, schiavizzato, che abitiamo, perde questa inclinazione naturale dopo pochi anni di vita.

 

Ogni bambino nasce puro e gioioso e mantiene questa condizione fino a quando i condizionamenti e le imposizioni della società diventano troppo pressanti (il che accade normalmente intorno ai 6 anni di età, cioè, per essere chiari, quando entra in quella prigione chiamata scuola). Queste imposizioni ci condizionano lasciando dentro di noi un vuoto che, con il passare del tempo, cresce a dismisura.

Da quella naturale gioia di vivere con cui siamo venuti al mondo, passiamo in poco tempo alle malattie e allo stress, alle fobie di ogni genere, alla depressione…

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In breve sulle elezioni: l’unico vero vincitore delle elezioni è chi non ha votato.

Scrivo questo post con un po’ di ritardo ma solamente perché mi sembrava “saggio” lasciar sedimentare le acque delle votazioni europee ed amministrative del 26 maggio. Personalmente sapevo a malapena che queste elezioni si sarebbero tenute. Ne avevo un pallido sentore. Penso lo avessi sentito dire in giro qua e là, ma non sapevo bene la data, per cosa si sarebbe votato ecc. Siccome la mia ambizione prima è “vivere” (per dire, il 26 maggio, giorno delle elezioni, sono stato tutto il giorno in un borgo fantasma in Sicilia ad aiutare un amico a fare pane e pizze), mi tengo infatti lontano il più possibile dalla politica, dalle sue farse, dai sui teatrini e anche e soprattutto mi tengo lontano dai media dai media che sono solo un formidabile strumento di distrazione di massa.

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Verso un’esistenza libera dalla schiavitù del lavoro. VIVERE SENZA LAVORARE N.4

Perché vivo senza lavorare

Posso dire che ho una vita bellissima ma non per questo facile, o meglio non semplice. Tutto è iniziato nel 2004. Nella primavera di quell’anno capii infatti in maniera netta e inequivocabile alcune cose che da allora ho sempre cercato di tenere presente:

  1. Che economia e denaro significano, comunque la si giri, sfruttamento, inquinamento e distruzione dell’ambiente. Quindi da allora ho cercato di starne fuori il più possibile.
  2. Che economia e denaro significano anche, e contestualmente, sfruttamento umano e animale. Quindi da allora ho cercato di starne fuori il più possibile.
  3. Che economia e denaro non ci rendono più felici ma il contrario. Noi stiamo bene quando abbiamo rapporti sani con le gli altri e quando abbiamo il tempo per godere della vita (che dovrebbe essere l’unico senso del vivere). Quindi ho cercato di stare fuori dall’economia il più possibile per ricreare rapporti umani e godere della vita .

Per questo motivo posso dire che dal 2004 ho vissuto “senza lavorare”, perché da allora ho fatto tante cose per vivere ma non ho mai lavorato. E soprattutto la libertà e i rapporti sono sempre stati messi al primo posto.

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HILLARY CLINTON, TRA AMICIZIE E COVER UP A SFONDO PEDOFILO

Autore Bizzocchi Andrea

| Il report investigativo della NBC |

A fine marzo 2017 l’emittente televisiva statunitense NBC dava ampio risalto ad un report investigativo secondo il quale l’ex Segretario di Stato Hillary Clinton avrebbe usato la sua carica istituzionale per tenere nascosto un giro di pedofilia che vedeva coinvolti un ambasciatore nonché esponenti di alto livello del Dipartimento di Stato americano.

La notizia dunque non è nuova, ma la NBC, dopo averla lanciata, aveva improvvisamente fatto calare il sipario sulla questione, senza più farne accenno e addirittura rimuovendo il report dal proprio sito web.
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Venezuela: la verità dietro il blocco di Maduro degli aiuti umanitari

Venezuela: la verità dietro il blocco di Maduro degli aiuti umanitari

La storia raccontata dai media mainstream ci dice che Nicolás Maduro è un  dittatore non solo cattivo (come tutti i capi di Stato non allineati ai desiderata di Washington) ma addirittura “inumano”. Il perché è presto detto: il popolo venezuelano è alla fame e Maduro è il colpevole.

| Gli “aiuti” americani |

Gli Usa per contro, che sappiamo essere “buoni e democratici”, si prodigano per aiutare il popolo affamato e dispensano doni (come le barrette di cioccolato dopo lo sbarco in Sicilia).

In realtà occorre usare il condizionale (“vorrebbero dispensare”) perché il cattivo-inumano Maduro non glielo permette.

Negli Usa giornali e telegiornali mainstream (cioè “l’Informazione” con la maiuscola) hanno dato grande risalto al blocco del ponte Francisco de Paula Santander, al confine tra Colombia e Venezuela, da parte del leader bolivariano, ponte attraverso il quale gli americani avrebbero voluto portare i loro aiuti. In più Maduro, non contento di aver bloccato gli aiuti, avrebbe dato ordine di dar fuoco ai camion (degli aiuti).

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