Dalla democrazia alla follia… il passo è breve

DALLA DEMOCRAZIA ALLA “FOLLIA” (INTESA COME CONDIZIONE PSICHICA).

La democrazia, perlomeno quella italiana, riesce dove non sono riuscite le peggiori dittature. Ovvero tenere ferma fisicamente, bloccata, chiusa in casa, addirittura con il proprio consenso, una intera popolazione. Complimenti, perché riuscire dove non era riuscito il comunismo, il fascismo e neppure il nazismo, è una vera impresa. Le moderne democrazie (alias “dittature dolci” per usare un’espressione cara a Aldous Huxley) fanno infatti sì che il prigioniero ami le proprie catene e quindi il suo carceriere (infatti i dati di gradimento del governo, ammesso siano veri, sono in crescendo). Insomma, una specie di Sindrome di Stoccolma nazionale. Questo per noi italiani, perché in tutti gli altri Paesi la situazione non è questa. Parlo con amici da tutto il mondo e mi confermano che nessun paese ha imposto misure restrittive talmente draconiane e anche palesemente idiote, e questo non a detta mia ma di fior di medici e scienziati non allineati ai canali mainstream.

Continua a leggere

Dal Paleolitico ad oggi: e arrivò il giorno in cui tutto divenne merce

Per arrivare a trasformare tutto in merce, ovvero per arrivare a trasformare tutto ciò che è libero, spontaneo, vivo, in qualcosa che è schiavizzato, irregimentato, morto, ce ne vuole. In effetti abbiamo impiegato del tempo per rendere tutto merce. Siamo arrivati qua partendo almeno diecimila anni addietro. Diecimila anni fa infatti, un accadimento unico nella storia dell’uomo, la coltivazione del grano da cui venne l’agricoltura, informò non solo il destino dell’umanità ma del pianeta intero. È infatti stata proprio l’agricoltura ad aver dato il la alla mercificazione dell’intero esistente  (faccio riferimento al libro Dietro le Quinte).

DIETRO LE QUINTE DI BIG DATA: IL PIÙ GRANDE NEMICO DELL’UMANITÀ

Dietro le Quinte di Big Data
Nel nuovo libro Dietro le Quinte (Bizzocchi, Pamio, Perucchietti, in uscita a Novembre per Uno Editori) uno dei temi più importanti e a cui dedichiamo adeguata attenzione è una delle forme di potere e controllo delle masse più subdole ed invasive, quella che va sotto il nome di Big Data. Il termine è di recentissimo conio (2014) e in ogni caso non viene mai troppo utilizzato dai media mainstream. Scrivo questo perché quando di una cosa che ha ricadute enormi sulle nostre vite, non si parla, o si parla poco, occorre subito pensar male. Se dunque non si fa pubblicità alla cosa con tutta probabilità vi sono dei motivi validi. Vediamo quali.


Continua a leggere

Com’è nata e perché l’espressione “teoria del complotto”. Con un memo segreto della CIA…

Chi si occupa di investigare e divulgare temi scomodi al potere, riceve automaticamente la nomea del “complottista”. La cosa farebbe anche sorridere se non fosse che quando si trattano temi e argomenti fondamentali per il presente e il futuro dell’umanità e del pianeta, visto come stanno le cose, da sorridere vi è ben poco.

Ma perché scrivo che altrimenti ci sarebbe da sorridere? È presto detto.

| Come è nata l’espressione “teoria del complotto” |
Continua a leggere

1 2 3 40