UE: migranti, Sea Watch, Divide et Impera e… ricerche sull’uomo artificiale

Carole Rackete è la nuova eroina delle sinistre e delle masse del pensiero unico. Non so a voi, ma personalmente la capitana pasionaria della Sea Watch, mi ricorda moltissimo Greta Thunberg.

Tutte e due giovani, tutte e due femmine, tutte e due che vengono da Paesi “moralmente superiori” (soprattutto la Svezia), tutte e due, dunque, eroine del popolo del politicamente corretto.

| Il caso Sea Watch: Divide et Impera |

Ma veniamo alla questione Sea Watch e partiamo dai fatti semplici e incontrovertibili. Anzitutto è bene precisare che i casi di sbarchi di migranti disperati sono quotidiani e molto più numerosi di quelli che ci raccontano i media. Questo per dire che accapigliarsi per giorni e giorni sulla pelle dei 42 della Sea Watch (che non sono né più né meno disperati di tutti gli altri) non prova nulla se non l’assoluta e infallibile capacità del potere, attraverso il sapiente uso dei media, di veicolare i messaggi che vuole veicolare e con ciò riuscire immancabilmente a dividere le popolazioni.
Continua a leggere

Quanto abbiamo speso nel nostro Sicilian Kindness Tour (ovvero, la vacanza che desideri a costo quasi zero) | Vivere senza lavorare n° 6

Quanto abbiamo speso nel nostro Sicilian Kindness Tour 

Se si vuole vivere senza lavorare, occorre vivere con poco, in maniera semplice, cercando ove possibile –  il più possibile, oserei dire in maniera sistematica –, di sostituire il denaro con altro (scambio, baratto, dono, vivere con meno, fare a meno, ecc…).

 

Vivere senza lavorare non significa necessariamente vivere senza denaro, ma piuttosto impegnarsi nella sua riduzione massima, il che significa, contestualmente, liberarsi dalla sua dipendenza.

Ma veniamo al punto. Molte persone mi contattano per chiedermi come faccio a vivere senza lavorare e contemporaneamente passare in giro la maggior parte del tempo. Addirittura non da solo ma con la famiglia.

Il segreto di fondo è fare in modo che le spese siano sempre inferiori alle entrate.

Continua a leggere

YULIN DOG FESTIVAL. SPIEGAMI LA DIFFERENZA

Il 21 giugno, è iniziato a Yulin, una città cinese di 5 milioni e mezzo di abitanti, lo Yulin Festival, anche conosciuto come Yulin Dog Festival, o, meglio ancora, Yulin Dog Meat Festival.
Non è un Festival “dei cani” o “per i cani”, in cui si celebrano le virtù del “migliore amico dell’uomo”, bensì un festival in cui si fa la festa ai cani. Nel senso che li uccidono, li scuoiano, li macellano, li cuociono, e infine se li mangiano. E’ il Festival della carne canina. Un orrore, senza tanti sé né tanti ma.

Continua a leggere

Armando Lunetta intervista Andrea Bizzocchi: “La dittatura dolce” orwelliana è il sistema democratico in cui viviamo.

Andrea Bizzocchi: un personaggio che sembra uscito da “Il pianeta verde” il film di Coline Serreau che racconta degli essere umani sopravvissuti e fuggiti in un altro pianeta a causa dei danni provocati dall’era industriale.

Lui, invece, è un sopravvissuto a questo sistema neo-liberista-consumistico-post umano, rifugiandosi nello studio e nella ricerca per trovare un mondo migliore e raccontare le magagne e gli inganni orditi dal capitalismo imperante. Per vivere, con moglie e le due figlie, ha bisogno di poco e guadagna quanto gli basta facendo il conferenziere, il ricercatore, scrive libri sull’energia, sull’ecologia, sugli stili di vita sostenibili, sulla decrescita e soprattutto sulla libertà. Il suo metodo di lavoro è una ricerca indipendente svolta evitando rigorosamente qualunque canale d’informazione ufficiale. Dal suo lavoro, intenso e minuzioso che si basa sulla esperienza diretta e la ricerca empirica si rileva la sua capacità di scrivere e raccontare fatti e misfatti e a squarciare il velo delle menzogne che avvolgono i santuari mondiali dei poteri forti. Nei suoi libri scrive di debito pubblico, di economie mondiali, di conoscenza e spiritualità e di un nuovo modo di pensare.

Andrea, alcuni dei business del mondo globalizzato poggiano su tre colonne portanti: l’alimentazione, le banche e l’informazione.

Partiamo dall’alimentazione: Come uscire dal sistema delle multinazionali del food che decidono ormai cosa dobbiamo mangiare e portano sugli scaffali dei supermercati molto spesso cibo spazzatura utilizzando la leva del basso prezzo e della confezione accattivante?

La risposta andrebbe articolata ben di più, ma cercherò di andare all’essenza della questione, anche perché questo vale non solo per la questione “alimentazione” ma virtualmente per ogni aspetto, per ogni “settore”, definiamolo così, della nostra vita.

Continua a leggere

Vivere senza lavorare | n° 5: piccola guida alla felicità

Vivere senza lavorare | n° 5: piccola guida alla felicità

La responsabilità di essere felici

Qualunque essere umano al mondo nasce felice.

La felicità e la gioia di vivere sono la condizione naturale di noi umani (e anche, con modalità differenti ovviamente, degli animali). La stragrande maggioranza di noi, sotto il peso opprimente del mondo sviluppato, modernizzato, burocratizzato, ipertassato, artificiale, schiavizzato, che abitiamo, perde questa inclinazione naturale dopo pochi anni di vita.

 

Ogni bambino nasce puro e gioioso e mantiene questa condizione fino a quando i condizionamenti e le imposizioni della società diventano troppo pressanti (il che accade normalmente intorno ai 6 anni di età, cioè, per essere chiari, quando entra in quella prigione chiamata scuola). Queste imposizioni ci condizionano lasciando dentro di noi un vuoto che, con il passare del tempo, cresce a dismisura.

Da quella naturale gioia di vivere con cui siamo venuti al mondo, passiamo in poco tempo alle malattie e allo stress, alle fobie di ogni genere, alla depressione…

Continua a leggere

1 2 3 7