IL CALCIO E’ MORTO E L’ASSASSINO SI CHIAMA BUSINESS. TUTTA LA STORIA, MINUTO PER MINUTO.

Come eravamo


“… A cosa servono i palloni, incastrati sotto le marmitte, a ricordare quando fuori si giocava tra le 127” “Che Vita!” Samuele Bersani

Sono nato e cresciuto, un po’ come quasi tutti, dando calci a un pallone, che per ogni bambino è il gioco più immediato, praticabile ed economico (e questo è il motivo per cui in quasi tutto il mondo i bimbi giocano a pallone). Ai miei tempi le scuole calcio erano pochissime e pochissimi erano coloro che le frequentavano; erano anche, a differenza di oggi, gratuite. In compenso noi bambini giocavamo tutti i giorni dalle 3 del pomeriggio alle 8 di sera. Poi, quando prosciugati di energie si tornava a casa per la cena, mangiavamo quello che c’era in tavola senza tante storie.
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Cornelius e la libertà

CORNELIUS

Nell’oramai lontano 1995 andai all’avventura nella piccola isola di St. Maarten. A parte le spiagge bellissime (soprattutto nella parte francese, ancora relativamente incontaminata, mentre quella olandese è stata al contrario pesantemente cementificato e lunaparkizzata) l’isola ha una caratteristica credo unica al mondo, e cioè la pista dell’aeroporto Princess Julianache è praticamente sulla spiaggia (vedi foto). Più che di atterrare sembra di ammarare.

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Sulle ali della libertà

SULLE ALI DELLA LIBERTA’

Qualche mattina fa ero al mare con mia figlia più grande. Abbiamo nuotato al largo per una buona ventina di minuti, poi sul ritorno ci siamo fermati sugli scogli per goderci un po’ di pace e guardare il mare perdersi all’orizzonte. Dopo pochi minuti è arrivato il bagnino che con il suo moscone pattugliava l’area di balneazione della spiaggia libera in cui ci trovavamo e, molto gentilmente, ci ha chiesto di scendere dagli scogli perché vietato da non so quale normativa del 2016.


Il bagnino era gentilissimo e non essendo ovviamente responsabile dell’ennesima legge idiota e liberticida che si inventano per tenerci sempre più schiavi, non c’era ragione per cui dovessi creargli problemi discutendo per poter rimanere lì dove mi trovavo.

Mia figlia era già in acqua quando, proprio mentre stavo prendendo slancio per tuffarmi, ho sentito un grido stridulo provenire alle mie spalle. Mi sono girato e un gabbiano mi ha guardato fisso per qualche attimo che mi è parso un’eternità, prima che un’onda si infrangesse sugli scogli e li coprisse di spruzzi.
Ho atteso pochi secondi e mi sono tuffato, proprio mentre sentivo scendermi nel cuore un senso di gelo, memore della mia condizione di uomo “civile” (nel senso di civilizzato, cioè nel senso di schiavo). Le nostre libertà si restringono sempre più.

Poiché ho una vita bella e libera che però voglio ancora più bella e più libera, e soprattutto poiché non è nel mio carattere lamentarmi né tanto meno piangermi addosso, appena arrivato a riva mi sono ripromesso risolutamente che farò di tutto per volare sempre più sulle ali della libertà.

Io, un complottista

Passo per complottista. Del resto ognuno ha i suoi difetti.
Passo per complottista per i miei libri e articoli sui poteri forti che controllano il mondo e lo schiavizzano con la moneta debito (gli interessi sul debito mondiale sono più alti dell’intera economia mondiale).

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Perché parlo e scrivo della Darpa e della Cia dicendo che è la sede mondiale del terrorismo. Perché dico che la A.I. (intelligenza artificiale) non è altro che il mezzo più avanzato di controllo dell’umanità. Perché dico e scrivo che Google, Amazon e Facebook sono “invenzioni” della Cia e di chi gli sta dietro e anche loro hanno a che fare con il controllo dell’umanità. Continua a leggere

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