Perché Greta sì e Izabella no?

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PERCHÉ GRETA SÌ E IZABELLA NO?

Metti due giovani attiviste politiche che vengono dallo stesso Paese.
Una ha raggiunto fama planetaria, esaltata dai media mainstream di tutto il mondo, invitata a importanti forum e citata dai politici come esempio di impegno civile, mentre l’altra è una perfetta sconosciuta.

Eppure la seconda non è di certo meno impegnata, meno combattiva, meno esempio di impegno civile della prima. La domanda è dunque semplice: perché? Senza girarci attorno diremo che Greta Thunberg porta avanti la lotta ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale, che sono temi cari alle élite dominanti, mentre Izabella Nilsson Jarvandi fa l’esatto opposto, ovvero affronta temi politicamente scorretti. E’ tutta qui la differenza tra le due ragazzine svedesi quasi coetanee ed entrambe politicamente impegnate.

Greta dice cose semplici, perlopiù ininfluenti e che, nei fatti, rappresentano una “guerra alle masse” (anche se le masse questo non lo hanno ancora capito). Ma i suoi messaggi sono “politicamente giusti” e arrivano alla pancia della gente; ne consegue che è il personaggio perfetto per una manipolazione di massa. Insomma, un green washing a tutti gli effetti.

La sconosciuta Izabella Nilsson Jarvandi tratta invece temi antiSistema e antipensiero dominante; argomenti, per intenderci, da complottisti.
Anzitutto quando parla Izabella indossa un gilet giallo. Proseguiamo con il dire che le sue posizioni sono antiglobaliste e di conseguenza è contraria alle migrazioni di massa mentre è a favore delle politiche familiari (la Svezia, uno dei paesi apripista per la creazione del nuovo mondo, ha avviato già dagli anni ‘70 con Olof Palmer politiche distruttrici della famiglia tradizionale). Le sue posizioni sono così sovraniste che ha avuto l’ardire di esprimere ammirazione per le politiche anti immigrazione del premier ungherese Viktor Orbán (inviso come ben sappiamo alla stampa internazionale che lo accusa di derive totalitarie).

Non basta. Ad inizio marzo Izabella ha osato cinguettare contro l’indottrinamento gender nelle scuole svedesi (anche su questi temi, la Svezia, da buon Paese simbolo della civiltà, viene usata come paese apripista). Nelle scuole svedesi hanno infatti preso a circolare testi in cui tra i protagonisti ci sono ragazze con il pene, ragazzi con la vagina e esseri (non saprei come altro definirli) che sono maschio e femmina al tempo stesso a secondo delle inclinazioni/sensazioni del momento, in ossequio alla teoria tutta moderna della sessualità fluida.

Le posizioni di rottura con il pensiero dominante di Izabella, che attacca la classe dirigente progressista e liberal del suo Paese, sono decisamente scomode e questo è il motivo per cui non è mai stata ripresa da nessun giornale. Sarà un caso ma chi combatte la cultura liberalprogressista dominante, quella promossa dalle istituzioni e dai media, sui media non va a finirci.

E’ così difficile capire che il plauso della Thunberg viene proprio da coloro che avvelenano i cieli, l’aria e la terra, coloro che modificano il clima, coloro che tirano giù foreste grandi come Paesi interi, coloro che sono dietro alle modificazioni genetiche, alla mercificazione della vita in ogni campo, coloro che controllano il denaro, la finanza e l’economia (e tanto altro ancora), cioè quei pochi che stanno in alto e che hanno mosso guerra a tutti coloro che gli stanno sotto? Come si può davvero credere che una ragazzina qualunque diventi una star mediatica che siede al fianco del Segretario delle Nazioni Unite per salvare il pianeta? Smettetela di farvi prendere per il sedere e cercate di vivere almeno con un po’ di dignità.

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