YULIN DOG FESTIVAL. SPIEGAMI LA DIFFERENZA

Il 21 giugno, è iniziato a Yulin, una città cinese di 5 milioni e mezzo di abitanti, lo Yulin Festival, anche conosciuto come Yulin Dog Festival, o, meglio ancora, Yulin Dog Meat Festival.
Non è un Festival “dei cani” o “per i cani”, in cui si celebrano le virtù del “migliore amico dell’uomo”, bensì un festival in cui si fa la festa ai cani. Nel senso che li uccidono, li scuoiano, li macellano, li cuociono, e infine se li mangiano. E’ il Festival della carne canina. Un orrore, senza tanti sé né tanti ma.

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Armando Lunetta intervista Andrea Bizzocchi: “La dittatura dolce” orwelliana è il sistema democratico in cui viviamo.

Andrea Bizzocchi: un personaggio che sembra uscito da “Il pianeta verde” il film di Coline Serreau che racconta degli essere umani sopravvissuti e fuggiti in un altro pianeta a causa dei danni provocati dall’era industriale.

Lui, invece, è un sopravvissuto a questo sistema neo-liberista-consumistico-post umano, rifugiandosi nello studio e nella ricerca per trovare un mondo migliore e raccontare le magagne e gli inganni orditi dal capitalismo imperante. Per vivere, con moglie e le due figlie, ha bisogno di poco e guadagna quanto gli basta facendo il conferenziere, il ricercatore, scrive libri sull’energia, sull’ecologia, sugli stili di vita sostenibili, sulla decrescita e soprattutto sulla libertà. Il suo metodo di lavoro è una ricerca indipendente svolta evitando rigorosamente qualunque canale d’informazione ufficiale. Dal suo lavoro, intenso e minuzioso che si basa sulla esperienza diretta e la ricerca empirica si rileva la sua capacità di scrivere e raccontare fatti e misfatti e a squarciare il velo delle menzogne che avvolgono i santuari mondiali dei poteri forti. Nei suoi libri scrive di debito pubblico, di economie mondiali, di conoscenza e spiritualità e di un nuovo modo di pensare.

Andrea, alcuni dei business del mondo globalizzato poggiano su tre colonne portanti: l’alimentazione, le banche e l’informazione.

Partiamo dall’alimentazione: Come uscire dal sistema delle multinazionali del food che decidono ormai cosa dobbiamo mangiare e portano sugli scaffali dei supermercati molto spesso cibo spazzatura utilizzando la leva del basso prezzo e della confezione accattivante?

La risposta andrebbe articolata ben di più, ma cercherò di andare all’essenza della questione, anche perché questo vale non solo per la questione “alimentazione” ma virtualmente per ogni aspetto, per ogni “settore”, definiamolo così, della nostra vita.

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Vivere senza lavorare | n° 5: piccola guida alla felicità

Vivere senza lavorare | n° 5: piccola guida alla felicità

La responsabilità di essere felici

Qualunque essere umano al mondo nasce felice.

La felicità e la gioia di vivere sono la condizione naturale di noi umani (e anche, con modalità differenti ovviamente, degli animali). La stragrande maggioranza di noi, sotto il peso opprimente del mondo sviluppato, modernizzato, burocratizzato, ipertassato, artificiale, schiavizzato, che abitiamo, perde questa inclinazione naturale dopo pochi anni di vita.

 

Ogni bambino nasce puro e gioioso e mantiene questa condizione fino a quando i condizionamenti e le imposizioni della società diventano troppo pressanti (il che accade normalmente intorno ai 6 anni di età, cioè, per essere chiari, quando entra in quella prigione chiamata scuola). Queste imposizioni ci condizionano lasciando dentro di noi un vuoto che, con il passare del tempo, cresce a dismisura.

Da quella naturale gioia di vivere con cui siamo venuti al mondo, passiamo in poco tempo alle malattie e allo stress, alle fobie di ogni genere, alla depressione…

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In breve sulle elezioni: l’unico vero vincitore delle elezioni è chi non ha votato.

Scrivo questo post con un po’ di ritardo ma solamente perché mi sembrava “saggio” lasciar sedimentare le acque delle votazioni europee ed amministrative del 26 maggio. Personalmente sapevo a malapena che queste elezioni si sarebbero tenute. Ne avevo un pallido sentore. Penso lo avessi sentito dire in giro qua e là, ma non sapevo bene la data, per cosa si sarebbe votato ecc. Siccome la mia ambizione prima è “vivere” (per dire, il 26 maggio, giorno delle elezioni, sono stato tutto il giorno in un borgo fantasma in Sicilia ad aiutare un amico a fare pane e pizze), mi tengo infatti lontano il più possibile dalla politica, dalle sue farse, dai sui teatrini e anche e soprattutto mi tengo lontano dai media dai media che sono solo un formidabile strumento di distrazione di massa.

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Verso un’esistenza libera dalla schiavitù del lavoro. VIVERE SENZA LAVORARE N.4

Perché vivo senza lavorare

Posso dire che ho una vita bellissima ma non per questo facile, o meglio non semplice. Tutto è iniziato nel 2004. Nella primavera di quell’anno capii infatti in maniera netta e inequivocabile alcune cose che da allora ho sempre cercato di tenere presente:

  1. Che economia e denaro significano, comunque la si giri, sfruttamento, inquinamento e distruzione dell’ambiente. Quindi da allora ho cercato di starne fuori il più possibile.
  2. Che economia e denaro significano anche, e contestualmente, sfruttamento umano e animale. Quindi da allora ho cercato di starne fuori il più possibile.
  3. Che economia e denaro non ci rendono più felici ma il contrario. Noi stiamo bene quando abbiamo rapporti sani con le gli altri e quando abbiamo il tempo per godere della vita (che dovrebbe essere l’unico senso del vivere). Quindi ho cercato di stare fuori dall’economia il più possibile per ricreare rapporti umani e godere della vita .

Per questo motivo posso dire che dal 2004 ho vissuto “senza lavorare”, perché da allora ho fatto tante cose per vivere ma non ho mai lavorato. E soprattutto la libertà e i rapporti sono sempre stati messi al primo posto.

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