ANDREI A VOTARE SE…

Diverse persone mi hanno scritto domandandomi se mi rechero’ alle urne la settimana prossima.

La risposta netta e inequivocabile e’ “NO”.

I motivi per cui non mi rechero’ alle urne sono molteplici ma quelli di fondo sono due:

1) Per usare le parole di un grande uomo del passato, l’anarchico Errico Malatesta, “”il diritto al voto e’ il diritto di rinunciare ai propri diritti”.

2) Per usare le parole di un altro grande, grandissimo uomo del passato, (lo scrittore, filosofo e libero pensatore Mark Twain), “se le elezioni servissero a qualcosa le avrebbero gia’ vietate”.

Chi ha capito queste due semplici verita’, e chi ha capito che viviamo in uno stato di dittatura feroce, evita di sprecare tempo e soprattutto di farsi prendere per il culo andando a votare (e con cio’, tra l’altro, legittimando e rafforzando il Sistema che ci opprime e schiavizza).

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CARI GENITORI FREE VAX. RIPRENDIAMOCI LA LIBERTA’ SENZA PAURA

L’ARTICOLO E’ UN PO’ DATATO MA NON PER QUESTO “PASSATO DI IMPORTANZA” (anzi). PUBBLICATO DAL MIO EDITORE (unoeditori.com) HA AVUTO UN OTTIMO RISCONTRO. QUINDI LO RIPROPONGO. ECCOLO QUA!

Cari genitori freevax,
Vedere le piazze piene riempie il cuore di gioia. Il segnale è chiaro e va ben oltre la protesta contro il decreto vaccini. Le piazze piene sono testimonianza che gli italiani, o almeno un buon numero di essi, si stanno risvegliando. Lasciatemi dire che era ora perché non si può passare la vita come degli zombie, tra partite di calcio, apericene, telefonini e mutande firmate.

Vedere le piazze piene è una gioia ma occorre andare oltre. Andiamo dritti al punto. La battaglia, si dice, è contro il decreto vaccini ma è anche e soprattutto per la libertà di scelta. E questo è il punto focale dell’intera questione. Questo diritto della libertà di scelta deve essere ovvio e sacrosanto. Continua a leggere

SI PUO’ DIRE CHE I MEDIA MI FANNO SCHIFO?


Siccome mi trovo negli Stati Uniti non ho avuto la fortuna di partecipare alla manifestazione dell’8 Luglio di Pesaro. Però ho fatto del mio meglio per seguirla e soprattutto mi sono dilettato (per modo di dire) a vedere quale coverage ne dessero i media italiani. Quindi ho tenuto sotto controllo un po’ tutti i quotidiani (da Repubblica al Corriere della Sera, dalla Stampa al Fatto passando per Libero, Il Resto del Carlino, Il Messaggero a altri ancora). Li ho tenuti sotto controllo i giorni precedenti la manifestazione, il giorno della manifestazione e i giorni successivi alla manifestazione. Niente di niente, un silenzio veramente assordante.
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Vaccini: la verita’ dietro il Decreto e una proposta alla Ministra Lorenzin

Premessa: nel giugno del 2014 l’Italia è stata scelta (non ha scelto bensì è stata scelta. E la differenza non è sottile) per promuovere le campagne vaccinali nel mondo. L’incarico è stato ricevuto in pompa magna dalla Beatrice Lorenzin, Ministra della Salute (e quindi contestualmente Presidenta del Ministero orwelliano della Verità) e dal Presidente dell’AIFA (Agenzia italiana del Farmaco) Pecorelli direttamente alla Casa Bianca (il tutto alla presenza dell’allora presidente Barack Obama). La scelta è caduta sull’Italia nell’ambito della Global Health Security Agenda, cioè la campagna di controllo vaccinale/farmaceutica della popolazione mondiale (questo dopo che sperimentazioni vaccinali ad ampio raggio sono state fatte per decenni sui paesi del terzo mondo, quelli africani in particolare. E non entrerò in questa sede sui devastanti danni subiti da questi figli di un dio minore).
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Vaccini, un decreto “fascista”? No, peggio

Nei giorni a seguire l’approvazione del vergognoso decreto vaccini, molti hanno equiparato tale atto come proprio di una sorta di dittatura di stampo fascistoide in cui, secondo loro, vivremmo. Siccome su certi temi non mi piace scherzare, ritengo opportuno mettere i puntini sulle “i” e se poi qualche benpensante del pensiero unico si scandalizza, pazienza. Chiariamo dunque sin da subito che la dittatura sotto la quale viviamo è ben peggiore di quella fascista e questo per una serie di motivi concreti, oggettivi e tangibili. Che poi per altri versi il fascismo si sia reso complice di abomini di vario genere è cosa fuori discussione (anche se, per principio, la storia andrebbe sempre letta inserita nel preciso contesto storico in cui si è dipanata e non a posteriori, soprattutto quando viene scritta dai vincitori. Ma questo è un altro discorso).
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