Lettera da Babbo Natale

LETTERA DA BABBO NATALEI tempi cambiano, Babbo Natale si evolve e decide di scegliere un Natale green, con maggiore attenzione verso l’ambiente.

Quest’anno la lettera la scriverà lui!

E proporrà ai tanti bambini che ogni anno gli scrivono una festa sempre più allegra, ma pensata anche nel rispetto della Natura… perché sia davvero Natale per tutto il Pianeta.

Una divertente favola educativa, meravigliosamente illustrata a colori, ricca di spunti e strettamente legata alle tematiche dell’ambiente.

Un volume pieno di idee innovative, creative e coloratissime da creare a casa con l’aiuto di mamma e papà, riciclando i tanti oggetti di uso comune.

 

 

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Lettera da Babbo Natale

Voto medio su 6 recensioni: Da non perdere

Di questo libro è disponibile anche la versione in inglese

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Non prendeteci per il PIL! – Lavorare meno, vivere meglio e ritrovare la libertà perduta

Nonostante le molteplici crisi che stiamo vivendo, l’aumento dei consumi viene ancora spacciato come panacea di tutti i mali mentre invece ne è la causa prima. In questo agile pamphlet, compendio di una serie di conferenze tenute sul tema, l’autore ci svela i meccanismi perversi e i paradigmi culturali che si celano dietro tale visione “economicista” del mondo e della vita, e contestualmente ci invita a percorrere altre strade rispetto a quella prevista dal sistema. Ma il libro è anche e soprattutto un’esortazione appassionata a ritrovare quella libertà perduta nel mare del consumismo più sfrenato, schiavi di un sistema autoreferenziale che con la fanfara urlata della liberazione da un passato di fatica e ingiustizia, ha invece realizzato il suo esatto opposto, e cioè un sistema intimamente ingiusto e violento e che ci rende tutti schiavi e al suo servizio. L’economia non è più al nostro servizio per migliorare la qualità della nostra vita ma noi al suo. Ma come dice l’autore siamo schiavi senza catene, cioè siamo schiavi perché lo vogliamo. Il sistema ha delle crepe e dalla prigione con muri invisibili si può evadere. “Non prendeteci per il Pil!” è uno stimolo a farlo.

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Non Prendeteci per il Pil!

Voto medio su 3 recensioni: Da non perdere

Pura vida e altri racconti raminghi

Pura vida 2Racconti di viaggio in Centro America, la terra dove “Pura Vida”, saluto nazionale del Costa Rica, è un’arte di vivere coltivata da tutti e da sempre. Le pagine del libro scorrono a volte leggere, a volte infuocate, dense di critica alla crescita economica forzata ma sempre piene di umanità per i bellissimi personaggi incontrati lungo il cammino. Il tutto sullo sfondo di una natura spettacolare e tra le più integre del pianeta.

Profondo conoscitore del Centro America e del Costa Rica in particolare, l’autore condivide con il lettore il suo vagabondare alla ricerca di un’utopia possibile, di un nuovo modello di vita. Ma Pura Vida e anche e soprattutto la cronaca appassionata di un uomo alla ricerca di sé stesso, perché, come sempre, il viaggio più emozionante ed autentico è quello che percorriamo dentro di noi.

Pura Vida è dunque non solo un libro di viaggi, di riflessioni e di avventure, ma anche un invito sincero a prendere la vita nelle proprie mani, per intraprendere una strada diversa da quella tracciata dalle coordinate dello sviluppo e del progresso ad ogni costo, e, come suggerisce Gandhi, essere noi stessi il cambiamento che vorremmo nel mondo.

A CHI E’ RIVOLTO: A chi vuole cambiare stile di vita, a chi sostiene la salvaguardia della Natura, a chi è interessato al cambiamento interiore, a chi è interessato alla cultura del Centro America.

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Ritorno al passato – La fine dell’era del petrolio e il futuro che ci attende

Ritorno al passatoUna conversazione appassionante e rivelatrice tra Andrea Bizzocchi e James Howard Kunstler, noto saggista statunitense ed esperto di picco del petrolio, sulle conseguenze che la fine dell’oro nero a buon mercato (e non dell’oro nero tout court) avrà sull’economia globalizzata e giù a cascata sulla società, sull’ambiente ecc.

In una disamina volta a trecentosessanta gradi i due parlano di riflusso forzato ad un’economia più essenziale, con meno produzione, meno trasporti, meno intrattenimento; di ritorno ad un’attività agricola locale e più naturale; di fine della globalizzazione e di spopolamento delle metropoli a favore di realtà più piccole circondate da terreni agricoli; di ritorno imprescindibile a rapporti solidali di vicinato. E si parla soprattutto della impellente necessità di rivedere il concetto di progresso, attraverso un’analisi serrata delle rese negative che esso porta con sé.

Il ritorno al passato del titolo potrebbe comunque rivelarsi, nella visione dei due autori, non tutto questo male, perché, come dicono “non se ne può più di un sistema vanesio e sprecone che in pochi decenni è riuscita in una triplice impresa da paura: distruggere l’ambiente da cui dipende la nostra sopravvivenza come specie, portare alla fame intere popolazioni del terzo mondo e far star male anche chi dovrebbe star bene ”. E qui il riferimento è proprio a noi, abitanti di un occidente che in quanto a depressione, stress, nevrosi, suicidi e quant’altro, detiene ben più di un record. E se questo lo chiamiamo ben-essere, un dizionario ci sarebbe forse infinitamente più utile dell’ultimo modello di schermo ultrapiatto.

A CHI E’ RIVOLTO: A chi si interessa di temi di grande attualità, a chi ha a cuore il futuro, nostro e del pianeta, a chi, nonostante tutto, vuole credere in, e prepararsi per, un futuro migliore.

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Ritorno al Passato

Piccole riflessioni di un criceto in gabbia

Criceto in gabbiaPrendendo spunto dall’attacco all’Iraq, l’autore procede con una serie di riflessioni sulle guerre, sull’11 Settembre, sui terrorismi (non solo quello islamico), ma anche sulle conseguenze della globalizzazione e sui danni che il nostro sistema sta provocando all’ambiente.

Sullo sfondo, mai pronunciata, la domanda che l’autore si pone nella prefazione al libro: “Ma quello che ci vendono i giornali e le tv, la moda e l’economia, quello dell’affermazione professionale e della competizione ad ogni costo, è davvero il migliore dei mondi possibile?”

E l’invito finale di fermarsi a riflettere, di farlo davvero, e di provare a riprendere in mano la situazione, con calma e serenità oramai dimenticate in un mondo sempre più ottenebrato da isterismi e grida, è di quelli che vengono dal cuore e che non possono essere lasciati inascoltati e disattesi.

A CHI E’ RIVOLTO: A coloro che credono nella pace e nella giustizia. A coloro che non hanno smesso di sognare. A coloro che credono nelle rivoluzioni non violente e quindi nel pacifismo anzitutto interiore del Mahatma Gandhi.

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