CARI GENITORI FREE VAX. RIPRENDIAMOCI LA LIBERTA’ SENZA PAURA

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L’ARTICOLO E’ UN PO’ DATATO MA NON PER QUESTO “PASSATO DI IMPORTANZA” (anzi). PUBBLICATO DAL MIO EDITORE (unoeditori.com) HA AVUTO UN OTTIMO RISCONTRO. QUINDI LO RIPROPONGO. ECCOLO QUA!

Cari genitori freevax,
Vedere le piazze piene riempie il cuore di gioia. Il segnale è chiaro e va ben oltre la protesta contro il decreto vaccini. Le piazze piene sono testimonianza che gli italiani, o almeno un buon numero di essi, si stanno risvegliando. Lasciatemi dire che era ora perché non si può passare la vita come degli zombie, tra partite di calcio, apericene, telefonini e mutande firmate.

Vedere le piazze piene è una gioia ma occorre andare oltre. Andiamo dritti al punto. La battaglia, si dice, è contro il decreto vaccini ma è anche e soprattutto per la libertà di scelta. E questo è il punto focale dell’intera questione. Questo diritto della libertà di scelta deve essere ovvio e sacrosanto.

Tutti devono capire che la libertà di scelta è un diritto che non può essere dato per legge, non può stare scritto su un pezzo di carta, non può essere una concessione calata dall’alto. La libertà, di scelta come di qualunque altra cosa, o c’è o non c’è e se non c’è occorre prendersela. Non la si può elemosinare.

Nessun governo al mondo ha mai dato la libertà ai propri popoli per il semplice motivo che se il popolo fosse davvero libero verrebbe meno il senso stesso del governo. Questi personaggi innominabili e indefinibili, quelli preposti a votare in parlamento e in senato, non ci devono concedere nulla semplicemente perché siamo noi a doverci prendere quello che è giusto, cioè la libertà di decidere, in scienza e coscienza, se vaccinare i nostri figli.

Scendere in piazza: disobbedienza civile, insieme per la libertà di scelta
Tutti i governi, ieri, oggi e domani, hanno sempre governato i loro popoli attraverso la paura. La paura è l’unico vero strumento di governo, l’unico modo in cui si può tenere sotto la gente. Quindi noi dobbiamo andare nelle piazze non tanto per protestare contro il decreto vaccini, quanto per stare assieme, per confortarci, per farci coraggio, per sostenerci, per non sentirci soli, per tenerci per mano, per aiutarci l’un altro a superare la paura. Perché è ovvio che una famiglia da sola contro le istituzioni, contro lo stato, abbia paura. Il senso delle piazze piene per come la vedo io è proprio questo: tenerci per mano, aiutarci, sostenerci dal vivo, senza mediazioni, guardandoci, abbracciandoci, con la consapevolezza dell’essere assieme fisicamente e non solo su una tastiera cliccando mi piace. Nessuno deve essere lasciato solo. E questo va fatto non solo nelle piazze, non solo oggi, non solo per la paura del decreto vaccini. Occorre farlo sempre, tutti i giorni, ovunque, per tutto.

Ci sono alcuni punti che secondo me devono essere chiari. Uno di questi è che le leggi non si osservano in quanto tali ma perché sono giuste. E se non lo sono non le si osserva, punto e a capo. Questa non osservanza dovrebbe essere un caposaldo, la base stessa della coscienza civile e difatti proprio per questo si chiama disobbedienza civile.

Da Thoreau a Gandhi a Martin Luther King: sono tanti i giganti della storia che l’hanno predicata e praticata. Provate a pensare alla differenza di spessore morale tra un Gandhi o un Martin Luther King e una Lorenzin, un Pecorelli, un qualunque deputato-senatore, un onorevole-eccellenza, un qualunque CEO di una qualunque multinazionale farmaceutica produttrice, tra le tante cose, di vaccini, e poi ditemi, ditevi, da che parte state.

Scegliere per i figli senza paura: i genitori siamo noi, non lo stato!
La libertà è una cosa seria e, ammettiamolo, spesso ne abbiamo paura. Abbiamo paura di reclamarla, figuriamoci di prendercela tout court. Ma la paura va superata perché la libertà, quella vera, è quella che passa, prima che da tutto il resto, dalla nostra testa e dal nostro cuore. Ed è proprio lì che si trovano quella forza e quel coraggio necessari a superare la paura e a decidere di prendersi la libertà di fare quello che il nostro cuore e la nostra testa ci dicono essere giusto. E se per qualcun altro giusto non è, si accomodi pure e faccia diversamente. Ha la libertà di farlo.

Una delle libertà (e al tempo stesso responsabilità) più importanti che abbiamo nel nostro cammino di Vita è quella di decidere per i nostri figli, almeno fino a che non hanno raggiunto la maggiore età. Anche qui occorre mettere le cose in chiaro: i genitori dei vostri figli siete voi, non lo stato. Siete voi quelli che li accudite, non lo stato. Voi che li nutrite, non lo stato. Voi che gli siete al fianco quando stanno male, non lo stato. Voi che cercate di crescerli sani al meglio delle vostre possibilità (e al netto di tutti gli errori che ogni genitore commette), non lo stato. Voi quelli che gli dedicate la vostra vita, non lo stato che non gli dà nulla ma che semmai un po’ di Vita gliela toglie in mille modi diversi.

Voi quelli che non dormono la notte quando stanno male, non lo stato. Siete voi che soffrite per loro, non lo stato. Voi che piangete per loro, non lo stato. Voi che gioite per loro, non lo stato. Voi che giocate, piangete e ridete con loro, non lo stato. Ma soprattutto siete voi quelli che per tutta la vita, dall’istante in cui vengono al mondo e finché morte non vi separa, li amate con tutto il vostro essere, con ogni vostra cellula, con ogni stilla del vostro sangue. Non è lo stato.

Essere genitore è una cosa seria (anche se di questi tempi molti paiono essersene dimenticati) e una responsabilità enorme (soprattutto di questi tempi). Essere un genitore non è uno scherzo e le responsabilità del genitore non vanno delegate a nessuno, men che meno ad uno stato, che, per dirla con Nietzsche (che sarà anche stato mezzo matto ma ci vedeva lungo), non è altro che “il più freddo di tutti i mostri”. Lo stato non è niente, solamente un’entità astratta che non esiste e che di sicuro, tra le altre cose, non piange se vostro figlio muore o rimane offeso dalle vaccinazioni (o da qualunque altra cosa).

Agire con scienza e coscienza
Quindi agiamo sempre secondo scienza e coscienza, viviamo la nostra genitorialità con orgoglio e senso di responsabilità, e soprattutto ricordiamo sempre che la libertà non è un’elemosina o un’autorizzazione concessa da qualcuno a qualcun altro, ma qualcosa che spetta a chiunque per diritto di nascita.

Ci hanno tolto la libertà di vivere pretendendo di sostituirla con il centro commerciale e con lo shopping. E allora sapete cosa? Che ci vadano loro, le Lorenzin, i Pecorelli, i deputati-senatori e gli onorevoli-eccellenze, a fare shopping. Che facciano un bello shopping di vaccini e che poi se li inoculino l’un l’altro. Nel frattempo noi ci riprendiamo la libertà. Senza se e senza ma.

di Andrea Bizzocchi, conferenziere, autore e ricercatore, ha scritto di energia, ecologia, stili di vita sostenibili, decrescita, crisi, viaggi e soprattutto di libertà. Il suo metodo di lavoro è una ricerca indipendente svolta evitando rigorosamente qualunque canale di informazione ufficiale. Ove possibile, predilige l’esperienza diretta e la ricerca empirica. Partecipa a conferenze e seminari in tutta Italia. Vive con poco e in maniera nomadica tra Italia, Stati Uniti e Centroamerica. Curatore del sito www.andreabizzocchi.it, per Uno editori è autore di “Schiavi senza catene”

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